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Prossima Trasmissione: Giovedì 21 gennaio.

gennaio 19th, 2010

Si procede sulla strada della tivù dal vero, ovunque questa cosa ci porterà. Nasce il sito, che - più che un sito - è una tivù vera e propria - e ringraziamo Andrea, Barbara, Mino, Andrea, Andrea e tutti gli amici del Machè (Andrea, Andrea e Andrea l’altro). Per il momento, è una tivù in differita, ad uso e consumo di tutto il mondo e dei molti amici all’estero. Ché dall’Italia c’è la fuga. Dei cervelli? No, la fuga e basta.

Poi, quando uno se ne va, attaccato al cervello c’è anche il corpo, in genere.

C’è questa carenza di corpo, nel nostro modo di ragionare, che non smette di di spronarci. Quando la Machè Tivù sarà in streaming e potranno vederci tutti e quasi in diretta, continueremo - per noi e per la verità - a trasmettere soltanto al Machè. E’ un fatto. Ed è un fatto che non cambierà, finché non avremo trovato il modo di infilarci - anima e corpo - nei cavi e di venire a bucarvi lo schermo. Ma fuor di metafora.  Di rompervelo, proprio.

Trasmettiamo di nuovo dopodomani, giovedì 21 gennaio. Il palinsesto di questa trasmissione:

- Pinguini (documentario a cura della redazione di Machè Natura);

- Il Mistero delle Scie nel Cielo (documentario a cura della redazione di Machè Mistero);

- Storia del Duo Chitarra e Voce - Triste - Andrea & Andrea (telefilm a cura di Machè Serial);

- Sicurezza Domestica, Istruzioni per Aver Paura in Casa (collegamento a cura di Machè Ticolleghi);

- Lettura integrale del libro “Piedi - Sentito Omaggio Anonimo a “”Les Liaisons Dangereux”" di Pierre Choderlos de Laclos”. E questo era soltanto il titolo… (programma a cura della redazione di Machè Cultura);

- e le rubriche di Machè Musica.

A fine trasmissione, come di consueto, le anticipazioni sulla prossima trasmissione, giovedì 11 febbraio.

Qui di seguito, studi per le locandine - di Giacomo Tosco, Barbara Sales e Alessandro Rivoir.

Maché Tivù: giovedì 7 gennaio 2010, di nuovo in onda come andare sui gommoni!

dicembre 27th, 2009

Riprendiamo a trasmettere al Maché - via della Consolata 9/g, Torino - giovedì 7 gennaio 2010, alle 22. Nuovi e vecchi documentari, informazione, approfondimenti, ma anche - se ce la facciamo - il primo serial…

Siamo documentaristi, certo, ma appunto: la televisione è la televisione e offre possibilità che dei documentaristi come noi non possono non esplorare. E già si prospetta - laggiù, all’orizzonte - una nuova frontiera: internet. Anche se non abbiamo ancora capito bene come, ci piacerebbe tanto “fare” internet “dal vero”, un giorno.

In attesa di un face-book dal vivo (una ventina di imbecilli in uno stanzone, tutti con 4 foto-tessera e un paio di forbici. Alcuni si conoscono, altri no. E via, si fan due chiacchiere, chi si conosce presenta l’amico - che è lì - tramite però le fotine…), andiamo avanti con la tivù e ringraziamo Viola Berlanda per averci fornito lo spunto di questa nuova idea di internet dal vero.
Ma soprattutto la ringraziamo per le magnifiche foto, qui sotto. Son della trasmissione numero zero.

Carenza di carne, ossa e sangue. Carenza di donne e uomini. E’ questa carenza - che avvertiamo nelle immagini - a farci accanire.

Maché Tivù - Trasmissione n° 1: giovedì 17 dicembre 2009

dicembre 6th, 2009

Giovedì 3 dicembre - come da annuncio qui sotto - abbiamo iniziato a trasmettere nei sotterranei del Maché (via della Consolata 9/g, a Torino). Chiediamo scusa al nostro magnifico pubblico per una serie - pressoché infinita - di errori di sbaglio che abbiamo fatto durante la trasmissione. Siete stati davvero comprensivi. Avevamo finito di piantare tasselli nei muri mezz’ora prima dell’inizio. Ecco il perché di quella polverina rosso-mattone che avevamo sui capelli, e di quell’aria svanita. Non potevamo fare diversamente: come - voi che c’eravate - sapete benissimo, i tasselli sono fondamentali per trasmettere.

Il nostro magnifico pubblico. Eravate bellissimi, tutti con gli occhialini 3D. Eravate in 60, almeno. Lo sappiamo, perché avevamo 60 occhialini e sono andati tutti. Siete stati molto generosi, in tutto.

Ci scusiamo con coloro che non sono riusciti a scendere e ci auguriamo che ci riescano la prossima volta: giovedì 17 dicembre.

Trasmetteremo con cadenza bisettimanale, per un po’ di tempo. Poi passeremo alla cadenza settimanale. Documentari editi, inediti e approfondimenti vari.

Ancora sulla trasmissione numero zero. Carlo Molinaro ha documentato i nostri documentari col cellulare, e per questo lo ringraziamo di cuore. E’ sempre difficile riprendere la televisione, si sa, ma guardate com’è venuta bene quando ci avete dato una mano voi! Grazie!

Lunedì 28 dicembre 2009, Custò torna al Teatro del Lavoro!

dicembre 6th, 2009

Ebbene sì, torniamo - a poco più d’un mese di distanza - al Teatro del Lavoro di Pienerolo. Ci torniamo con Vito Miccolis, che l’altra volta non poteva. E ci torniamo perché non possiamo stare troppo a lungo distanti da quel teatro.

Inoltre, dove c’è bisogno di teatro documentaristico - e Pinerolo, come ogni città di questo e altri mondi, ne ha un gran bisogno -, noi accorriamo.

Il Teatro del Lavoro è a Pinerolo, in via Chiappero, 12.
Lunedì 28 dicembre si trova - ancora per poco - nel 2009.
Lo spettacolo inzia alle ore 21,30.
Costo del biglietto: 8 €. Ridotto, 6.

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Machè Tivù (e tivù!) inizia le trasmissioni giovedì 3 dicembre!

novembre 1st, 2009

Attenzione! Annunciazione! Giovedì 3 dicembre 2009, i documentari di Fissatigre Teatro debutteranno anche in televisione! Ebbene sì!

E’ una nuova televisione: Machè Tivù, si chiama, ed è la prima televisione rigorosamente dal vivo della Storia. Ma Machè Tivù ha anche altri primati. Tanto per dirne uno: Machè Tivù trasmette unicamente al Machè, in via della Consolata 9/g, a Torino, ciò che fa di essa televisione la televisione più piccola del mondo!

Per il momento, Machè Tivù ha soltanto un canale di documentari - naturalistici, dell’occulto, storici, costume e società, etc - ma non poniamo limiti alla nostra - e vostra - immaginazione. Iniziamo con i documentari, perché siamo documentaristi, ma non escludiamo che - un giorno - su Machè Tivù andranno in onda anche serial e telegiornali, tutti rigorosamente dal vivo - naturalmente.

Per sintonizzarsi su Machè Tivù bisogna uscir di casa, prender la bici o la moto o la macchina o l’autobus o i piedi e venire al Machè. Qui giunti, dovrete entrare - ci vuole la tessera Arci, ma l’ingresso è libero - e prender posto. Le consumazioni - tra le migliori di Torino - non subiranno maggiorazioni di sorta e il canone nostro è a cappello, ovvero a offerta libera.

Ma non è possibile, vi direte! Una televisione a cappello, di questi tempi e in Italia! Senza enti finanziatori! Ci piace rispondere subito: siamo noi i nostri “enti finanziatori”. Siamo noi - noi di Fissatigre e noi di Machè Tivù - che mettiamo il nostro tempo, il nostro talento e il nostro denaro in questo progetto. E qui ci piace - come altri sono costretti a fare con le istituzioni - ringraziare invece - e in piena libertà - noi stessi.

Restate sintonizzati su questo sito, ci saranno presto nuovi aggiornamenti. Qui di seguito, prove di Avrei Preferito Essere Jacques Cousteau al Machè.
Le foto sono di Giacomo Tosco

Dell’Uomo Falena (II)

ottobre 16th, 2009

Il nostro rapporto con le riproduzioni bidimensionali - fisse o in movimento che siano - è complesso, ma c’è. Nessuno - ad esempio - può negare che questo sito è esso stesso una riproduzione bidimensionale.

La riproduzione bidimensionale - in sé stessa - è del tutto priva di intenzioni. Come sempre, le intenzioni, le mettiamo noi. Facendo il processo a queste intenzioni, ci siamo subito resi conto che alcune riproduzioni bidimensionali tendono a umiliare e diminuire la nostra capacità di immaginazione.

Con queste riproduzioni bidimensionali, il nostro rapporto diviene - da complesso che era - conflittuale. Noi ripudiamo tutte le immagini che mirano a farci credere che l’universo sia così esterno a noi da risultare - per noi - irraggiungibile (o raggiungibile soltanto se si è ricchi sfondati: l’esempio più lampante di questa intenzione malvagia è costituito dalle immagini pubblicitarie). Fortunatamente, riproduzioni bidimensionali di questo tipo sono assai rare nella documentaristica.

Come “fissatigre film”, stiamo sperimentando il linguaggio delle riproduzioni bidimensionali: cerchiamo di fare - con le immagini - la stessa cosa che facciamo in teatro. Abbiamo iniziato con la versione in video del nostro documentario sull’Uomo Falena, di seguito alcuni scatti durante le riprese. (Quando uscirà il video, sarà chiaro che diavolo stiamo facendo…)

E ancora una volta, dell’Uomo Falena, non siamo riusciti a parlare… Mah…

Le foto sono di Iyas Jubeh.

Custò al Teatro del Lavoro di Pinerolo

ottobre 13th, 2009

Sabato 14 novembre ‘09 saremo al Teatro del Lavoro con Avrei Preferito Essere Jacques Cousteau, la prima serie di documentari dal vivo - quella chiamata familiarmente “Custò”.

Il Teatro del Lavoro è a Pinerolo, in via Chiappero, 12.
Lo spettacolo inzia alle ore 21,30.
Costo del biglietto: 8 €.

Cosa succede quando si vuole fare una cosa - i documentaristi naturalisti, ad esempio - e invece poi se ne fa tutta un’altra? Il teatro, ad esempio? Read the rest of this entry »

Dell’Uomo Falena (I)

luglio 3rd, 2009

Nel pantheon della criptozoologia (la pseudoscienza che studia gli animali - o gli esseri - la cui esistenza è soltanto presunta), l’Uomo Falena occupa senza dubbio un posto di primaria importanza. Ma iniziamo subito con i misteri: l’Uomo Falena - nei siti specializzati - viene quasi sempre accostato al chupacabras, ma nessuno ha mai capito il perché - visto che il chupacabras - apparentemente - non c’entra nulla con l’Uomo Falena.

Tanto per cominciare, nessuno ha mai capito cosa faccia l’Uomo Falena, avanti e indré nella notte. Laddove, il chupacabras si sa benissimo che cosa fa: succhia il sangue - d’un botto - agli animali domestici di piccola e media taglia, dal che il nome - che significa: “succhia-capre”.

Succiacapre è anche il nome volgare d’un uccello notturno che vive nel sud della nostra bellissima penisola, sempre più allegramente fascista. Esso vien detto succiacapre, poiché vola rasente gli armenti - all’imbrunire - per acchiappar col becco gli insetti. Si vede bene che neppure questo succiacapre - e men che mai il fatto che l’Italia oggi abbia votato di nuovo le Leggi Razziali - c’entrano nulla col nostro Uomo Falena.

Il chupacabras è un criptoanimale che si presume tipico degli Stati Uniti del Sud e dell’area a lingua spagnola del Centro America e dell’America del Sud. Dove si parla portoghese, l’esistenza del chupacabras non viene presunta. E questo - riconoscerete - è un altro mistero.

Ma un fatto certo c’è: un giorno, un chupacabras è stato rinvenuto da una signora texana nel suo giardino, buttato lì per terra come uno straccetto, morto stecchito. Ci siamo consultati a lungo, abbiamo riflettuto, ci siam guardati dentro e tutti siamo concordi nel ricordare che questo sconvolgente ritrovamento è avvenuto alcuni anni or sono, forse un paio. Forse addirittura uno soltanto.

Purtroppo nessuno di noi si è appuntato il nome della signora, in compenso ricordiamo benissimo che ella - rinvenuto il chupacabras morto - subito corse a congelarlo nel capace freezer a pozzo di famiglia.

Quando finalmente si procedette all’analisi del DNA sul presunto chupacabras texano, la povera bestia - a forza di entrare e uscire dal freezer (la casa della signora era stata oggetto di un autentico pellegrinaggio da parte degli stimati colleghi documentaristi dell’occulto di tutto il mondo) - s’era oramai putrefatta e puzzava in modo abietto. Tuttavia, qualche lacerto di pelle e carne nerastra su un teschio - che ricordava fortemente quello di un canide - era ancora visibile.

I risultati delle analisi non lasciarono adito a dubbi: quel chupacabras altro non era che il cane del vicino, come tra l’altro - ci sembra di ricordare - questi aveva sempre sostenuto. La salma gli fu restituita, ma il mistero permane: il cane del vicino - di cui abbiamo dimenticato il nome - della signora di cui abbiamo dimenticato il nome è morto di morte naturale o è stato ucciso da qualcuno o qualcosa? E se fosse stato - come sostiene la signora di cui abbiamo dimenticato il nome - proprio un chupachupa?

Ma i misteri riguardano anche noi fissatigrotti. Anche noi - come tutti gli altri - abbiamo iniziato col parlare dell’Uomo Falena - e questo era il fenomeno, credeteci, che volevamo indagare - ma una forza oscura ci ha condotto - passin passetto - a parlare invece del chapachapa… Perché mai?